Tendenza e previsioni stagionali per l’autunno 2014 e l’Inverno 2015

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Published on: 22 August 2014
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Tendenza e previsioni stagionali per l’autunno 2014 e l’Inverno 2015

Configurazione barica inverno 2010-2040Amici di evoluzioneclima, siamo alla fine dell’estate meteorologica, ma in tanti vogliono già sapere come sarà il semestre freddo. Ovviamente cercherò di dare delle indicazioni base sul prossimo futuro e non rappresentano una previsione affidabile, ma considerazioni di cui però tener conto.

A fianco l’analisi della configurazione barica di base per gli inverni 2010-2040.

Di fatto ricorderemo tutti come lo scorso inverno le giornate fredde in pianura si sono contate sulle dita di una mano, a differenza delle precipitazioni che sono risultate eccezionalmente sopra media, cosi’ come la neve che è caduta davvero abbondante sui rilievi. Le cause sono state dettate da una QBO positiva per tutto l’inverno a tutte e due le quote di riferimento, ovvero 30 e 50 hPa, permettendo al flusso zonale assenza di ostacoli, come un’autostrada aperta e senza casello su tutto il vecchio continente fin quasi sugli Urali, oltre i quali si ergeva l’anticiclone termico russo-siberiano,e un anticiclone delle Azzorre che è rimasto praticamente sempre defilato in atlantico.

Tendenza precipitativa che poi è proseguita per il centro-nord del nostro paese anche nella stagione “buona”, con l’anticiclone delle Azzorre che defilato in Atlantico spesso e volentieri ha trovato campo libero per ergersi a latitudini elevate, talvolta in aggancio con l’anticiclone scandinavo molto energico per tutto il periodo (ricordiamo le anomalie termiche positive sulle regioni nord orientali del vecchio continente), permettendo al flusso atlantico di scendere fin sulle nostre latitudini con una traiettoria della jet-stream davvero inusuale per il periodo, ma vi avevo già raccontato le modalità di cambiamento climatico in atto e quindi non risulta essere una novità per me, ma anche per chi mi segue ormai da anni.

Vi rimando alle configurazioni bariche base già visionate, ma che rimangono più che mai valide e confermate.

Del resto il mio pensiero non è una novità e il cambiamento climatico verso il raffreddamento planetario sotto il minimo solare di Eddy comincia a prendere forma e sempre più capiremo che non abbiamo fatto nulla per salvaguardare il processo di cambiamento di stile sociale ed economico, nonché politico, per il quale mi sono battuto per tanti anni (ormai 17).

Torniamo a parlare di clima ed ora lo facciamo in prospettiva del prossimo autunno e inverno 2015.

Partiamo dal presupposto che gli indici teleconnettivi, a differenza dello scorso inverno che risultavano essere tutti positivi ad una stagione mite, saranno a favore per un inverno con i fiocchi, nel vero senso della parola. Senza addentrarmi troppo nei tecnicismi teleconnettivi, che risulterebbero noiosi per chi vuole sapere semplicemente cosa si prospetta per il prossimo inverno, è evidente che tutti i centri di calcolo stanno emettendo annunci gelidi per la stagione, in particolare gennaio e febbraio, con un’Europa coinvolta in più fasi da correnti di aria pellicolare siberiana, ma nessuno vi dice che le prospettive le avevo già annunciate tempo fa in un mio editoriale a medio e lungo termine. Del resto e nel dettaglio per gli addetti dei lavori: QBO negativa, PDO neutra, NAM neutra in negativizzazione, minimo solare permanente in ingresso nel periodo di Eddy, El Nino neutro- positivo, NAO e AO tendenti ad essere tra il neutro e il negativo ( quest’ultima fase in particolare in autunno ), e new entry un AMO che ormai tenderà ad essere negativo.

Elaborazione WPS su macro area (Europa)

  • Elaborando le informazioni vedo un autunno caratterizzato da un vivace flusso zonale settentrionale causato da un anticiclone delle Azzorre che si ergerà spesso verso nord, anticipo per l’inverno, e blocco anticiclonico sull’Europa settentrionale e orientale che permetterà al ciclone islandese di scendere di latitudine fino ad entrare in pieno continente europeo.
  • L’inverno sarà caratterizzato da un anticiclone termico russo-siberiano possente nella stagione invernale con le prime avvisaglie già a novembre e un anticiclone delle Azzorre defilato in pieno oceano con agganci a ponte lungo il vecchio continente con l’anticiclone russo-siberiano alternati con quello groenlandese bloccando di fatto il flusso mite atlantico.

 

Elaborazione WPS su micro area (Italia)

  • Il periodo autunnale si presenterà in anticipo sul calendario con un vivace dinamismo atmosferico dettato dall’atlantico, spesso perturbato, lungo i meridiani (quindi non occidentale, spesso avaro di precipitazioni) e temperature a regime intorno alla media stagionale, ma con sussulti termici spesso rapidi. Ormai ci stiamo quasi abituando a queste situazioni tanto che parlando con la gente spesso mi si chiede qual è il motivo di questi repentini cambi termici che fanno vivere le nostre giornate tra il caldo e il freddo, con la famosa, ormai usuale battuta popolare, “non ci sono più le mezze stagioni”. Le precipitazioni risulteranno sopra media su gran parte del territorio, in particolare al settentrione, sulle regioni occidentali e sulle isole. Temperature lievemente sopra media al meridione dove i ripetuti richiami meridionali favoriranno un clima più mite.

 

  • Il periodo invernale risulterà freddo e nevoso su gran parte del territorio, ma con delle caratteristiche diverse per le tre macro zone italiche: al settentrione la neve sarà spesso presente al suolo con periodi asciutti ma molto freddi con termiche spesso sotto media con risultato finale di una media stagionale negativa (freddo per tutta la stagione); al centro avremo ondate fredde dai Balcani alternate da quelle provenienti dal Rodano. L’Appennino farà da spartiacque a seconda della provenienza dei venti apportando precipitazioni sui versanti esposti e le temperature risulteranno essere in media negativa (freddo tra dicembre, gennaio e febbraio); al meridione risulteranno più esposte al freddo le regioni orientali, mentre risulterà esserci un clima più mite su quelle occidentali, ma le probabilità di vedere convergere due fasi di stessa natura settentrionale sarà più evidente rispetto al recente passato al punto che non mancheranno fasi nevose anche importanti. Temperature sotto media stagionale in particolare tra fine gennaio e febbraio, nonché marzo.

 

Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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