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Flusso atlantico in cattedra e rischio idrogeologico per fenomeni, anche eccezionali, sul nostro paese…

November 3rd, 2014

Flusso atlantico in cattedra e rischio idrogeologico per fenomeni, anche eccezionali, sul nostro paese…

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Flusso atlantico in cattedra e rischio idrogeologico per fenomeni, anche eccezionali, sul nostro paese…

image.ashxDopo un fine settimana soleggiato caratterizzato dall’imposizione di un debole campo anticiclonico di richiamo e con temperature miti di giorno, con notti fredde a causa della forte inversione termica, ecco che il tempo cambia bruscamente e il flusso atlantico tornerà in cattedra.
Un’ampia saccatura, pilotata dal vortice islandese, si spingerà nel Mediterraneo centro-occidentale…

…innescando un forte peggioramento delle condizioni meteo sul nostro paese, già in atto sulle regioni nord-occidentali italiche, innescando forti venti meridionali con conseguente aumento del moto ondoso dei mari, con possibili mareggiate sotto vento.

Le maggiori preoccupazioni sono originate dal fatto che in seguito allo spostamento verso oriente si formerà un minimo depressionario sul Mediterraneo centrale e dunque sul nostro paese, divenendo latente italica (come spesso mi piace definire questa situazione di geo-stazionarietà depressiva) a causa della presenza anticiclonica di blocco orientale. Quindi il maltempo colpirà prima il versante tirrenico, la Sardegna e il settentrione, poi le regioni adriatiche e il meridione.

La situazione dovrebbe promuovere, in seguito a verifiche con il WPS, un minimo depressionario che si muoverà tra il tirreno e lo Ionio, come se ci fosse un muro di gomma facendolo rimbalzare, per poi incanalare la via della Grecia, ma subito “risucchiato”, lasciatemi passare il francesismo, da un nuovo attacco perturbato atlantico che dovrebbe risultare essere più diretto sulle nostre regioni. Insomma il flusso atlantico mostra i muscoli, cominciando ad abbandonare le regioni settentrionali europee, dove l’inibizione del flusso permetterà ad un rapido raffreddamento termico.

La configurazione barica sullo scenario europeo sembrerebbe rimanere statica e questo vuol dire rischio idrogeologico per il nostro paese dove le precipitazioni, nel prossimo futuro, risulteranno copiose e spesso anche di forte intensità, causa maggiore di alluvioni lampo. Le regioni più a rischio risulteranno essere l’area alpina, in particolare le zone prealpine, le regioni tirreniche e le coste ioniche, con fenomeni anche eccezionali.

Tra una prima ondata perturbata, ormai alle porte, e la seconda avremo una spiccata variabilità, ma attenzione anche sulle coste adriatiche dove, in seno alla formazione ciclonica, i venti orientali e per affetto stau le precipitazioni potrebbero risultare insistenti su alcune micro zone (esempio versante orientale del Gran Sasso o della Maiella, cosi‘ come la Puglia).

La seconda saccatura molto più diretta sul nostro paese apporterà anche un sensibile calo termico proprio perché il richiamo meridionale sulle nostre regioni non risulterà essere prolungato come in questa prima fase dove le prossime notti risulteranno essere miti, con davvero poca differenza dalle temperature massime che si registreranno di giorno.

Come detto, le temperature risulteranno essere miti e di conseguenza la neve cadrà a quote alte, causando un maggior rischio sulle zone pedemontane e rischio esondazioni in pianura, quindi attenzione alta.

Un cordiale saluto
Luca Romaldini