Corrente del Golfo e clima in Europa…

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Published on: 17 April 2004
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Corrente del Golfo e clima in Europa…

Sappiamo che il Nord Atlantico riceve energia termica equivalente a circa un PWatt, cioè un milione di miliardi di volte l’energia che normalmente usiamo in casa, attraverso la Corrente del Golfo. Questo calore è in seguito scambiato con l’atmosfera rendendo il clima europeo più mite. Questa enorme quantità di calore è trasportata dalle correnti indotte dalla cosiddetta ‘circolazione termoalina’, la quale s’instaura in virtù delle differenze di temperatura e salinità (e quindi di densità) tra le diverse masse oceaniche.

Spesso, tutti i processi connessi con la circolazione termoalina sono semplificati e rappresentati come un gigantesco moto circolare verticale, indicato appunto come ‘nastro trasportatore oceanico’ (Oceanic conveyor belt), in cui il flusso d’acque calde superficiali raggiunge la parte più settentrionale del Nord Atlantico.

Qui, a causa sia della perdita di calore superficiale sia della conseguente maggiore concentrazione di sale, l’acqua in superficie affonda trasformandosi in una corrente profonda e fredda in direzione opposta, ovvero verso sud. E’ importante considerare che l’intensità della circolazione termoalina, e proporzionalmente anche la quantità di calore trasportato, dipende da piccole differenze di densità, le quali dipendono da un delicato equilibrio nel Nord Atlantico tra raffreddamento alle alte latitudini e l’apporto d’acqua dolce (meno densa) dovuta a pioggia, neve e fiumi.

Un maggiore apporto d’acqua dolce riduce l’intensità della circolazione termoalina ma non in modo lineare. All’inizio, il meccanismo convettivo continua ad essere attivo e la circolazione relativa continua a rimuovere l’acqua meno salata superficialmente ed a sostituirla con quella più salata proveniente da sud. Tuttavia questo meccanismo ha dei punti critici, sorpassati i quali la circolazione termoalina incomincia ad oscillare tra diversi stati d’equilibrio.

Dalle osservazioni tratte da uno studio del 2005 dell’oceanografo Harry Bryden, si può costatare come il trasporto di calore nel Nord Europa (Corrente del Golfo) si sia ridotto quasi del 30 per cento, ossia è aumentata la ricircolazione verso sud; ma ora bisogna verificare cosa accadrà non appena l’indice AMO entrerà in fase negativa prolungata (ricordiamo che questo indice ha un cambio da positivo a negativo e viceversa, in circa 20/30 anni) In pratica, le zone tropicali e subtropicali stanno accumulando calore, dato che i meccanismi di esportazione del calore da queste aree si stanno indebolendo. Se la circolazione termoalina si bloccasse completamente nelle aree del Nord Atlantico la temperatura si abbasserebbe di oltre 10 gradi (sottolineo nord atlantico e non a livello globale.. Cosa che, infatti, è già successa nel passato, come si può costatare dalle analisi sui sedimenti oceanici e dalle ‘carote’ di ghiaccio in Groenlandia. Qui si è evidenziato che la circolazione termoalina si è interrotta bruscamente diverse volte a causa di flussi anomali d’acqua dolce, provocando dei lunghi periodi freddi in Europa.

Periodi lunghi almeno centinaia di anni. L’ultimo di questi eventi è accaduto circa undicimila anni fa. Il suo studio, pur non dando alcuna indicazione certa sul clima futuro, è importante perché ci dà la consapevolezza che eventi catastrofici nella circolazione oceanica con fortissimi impatti sulla variabilità climatica globale possono avvenire indipendentemente da fattori antropici, ossia possono essere considerati come delle instabilità insite al sistema oceano-atmosfera e come sempre il Sistema climatico sensibile cerca di contro-bilanciare. Tuttavia il riscaldamento globale, dovuto per esempio ai gas serra, può contribuire ad aumentare la piovosità alle alte latitudini.

Entrambi i fattori danno un contributo negativo sulla densità superficiale riducendo così il motore della circolazione termoalina, come sembra che stia avvenendo dalle misure sperimentali analizzata da Bryden. A questo punto la domanda cruciale è: quanto siamo vicini ad un eventuale blocco? Beh, sostanzialmente basterebbero due gradi centigradi per il blocco della stessa, quindi, mi sembra fondamentale, seguire l’andamento termico dei prossimi mesi, già in calo nel nord atlantico.

Si è stabilito che l’area del Nord Atlantico, in particolare quella del Mar di Labrador, è il tallone d’Achille dell’intera circolazione oceanica. Se in quella zona si bloccano i processi convettivi, il clima del Nord Europa va a rotoli, definendo uno scenario finale di una nuova era glaciale.

La causa è legata allo scioglimento dei ghiacciai artici, che immetterebbero nel nord Atlantico un’enorme quantità di acqua dolce e una conseguente riduzione del contenuto di sale delle acque superficiali nel Mar di Labrador, che porterebbe ad una catastrofica riduzione della circolazione termoalina e relativa distribuzione della conveyor belt globale.

Con questo documento vorrei far capire che, al di la di catastrofismi facili, questo fattore rappresenta un tallone d’Achille per il Sistema Climatico da non sottovalutare, e sottolineo che il ciclo solare rappresenta un forcing importantissimo per i risvolti meteo-climatici mondiali.

Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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