Capire che il “Sistema Climatico” è sensibile non è utopia…

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Published on: 27 April 2007
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Capire che il “Sistema Climatico” è sensibile non è utopia…

Il mio studio sulla ciclicità terrestre esalta, in maniera lampante, di come i risultati ottenuti potrebbero avere drammatiche implicazioni per la società moderna.

Gli screening dei risultati dei campioni dei carotaggi ottenuti, sono le testimonianze dei cambiamenti climatici occorsi al nostro pianeta. Dunque a seguito dell’analisi di montagne di dati e di una meticolosa rivisitazione di dati storici, sono convinto che il clima globale sia mutato spesso anche drammaticamente. Ma quel che è più importante è che i risultati siano stati pressoché catastrofici per le culture che vivevano in questi periodi di tempo.

In un momento imprecisato circa 5,200 anni or sono, si ebbe uno stravolgimento meteo-climatico con un impatto severo sulla situazione globale. Mi riferisco a piante che sono state trovate perfettamente preservate, emerse recentemente dalla cappa di ghiaccio di Quelccaya sulle Ande Peruviane, alle quali già avevo fatto riferimento tempo indietro. Questo mostruoso ghiacciaio, di circa 168 metri di profondità, ha rivelato ai ricercatori un decremento esponenziale della sua massa ghiacciata fin dalle prime osservazioni nel 1963.

Le piante sono state datate al radiocarbonio per determinarne l’età, e gli esami indicano che furono coperte dai ghiacci per circa 5,200 anni. Ciò suggerisce che, in qualche modo il clima sia scivolato in quel periodo, improvvisamente e severamente, e abbia catturato le piante per preservarle intatte sino ad oggi. Analogamente ci si può riferire anche ad animali ritrovati perfettamente integri con addirittura del cibo ancora presente nel loro stomaco.

Nel 1991, gli escursionisti hanno trovato il corpo intatto di un uomo intrappolato in un ghiacciaio alpino, riemerso solo in tempi recenti per via del progressivo scioglimento dei ghiacci. Successivi esami di laboratori hanno mostrato che l’essere umano rimase intrappolato tra i ghiacci e morì circa 5,200 anni fa.

Mi riferisco ancora ad uno studio di anelli degli alberi da Irlanda e Inghilterra, che copre un periodo di 7,000 anni. Si è potuto constatare che nel grafico, costruito ad hoc per visionare la vita degli stessi, gli anelli degli alberi nel punto dove sono più sottili, che mostrano inequivocabilmente un periodo più asciutto, fu approssimativamente 5,200 anni or sono.

Mi riferisco ai campioni di ghiaccio che mostrano la ratio di due isotopi di ossigeno, recuperati dal campo di ghiaccio sulla cima del Monte Kilimajaro in Africa, che indicano il fattore termico atmosferico con la caduta della neve, con picco minimo 5,200 anni prima di adesso.

Indico ancora lo scivolamento del Deserto del Sahara da regione abitabile a deserto inospitale; significativi mutamenti climatici nei pollini delle piante, scoperti nei sedimenti del Sud America, ed i livelli più bassi mai registrati di metano, recuperati dai sedimenti di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide, si verificarono allo stesso tempo ovvero 5200 anni fa.

Dunque qualcosa accadde indietro nel tempo, in quel momento preciso, e fu grandioso, spettacolare ma nello stesso momento drammatico. Tutto fa pensare chiaramente che in questo preciso momento nella storia qualcosa deve essere accaduto. Ed è evidente che alcuni mutamenti simili si stanno verificando anche nella situazione climatica attuale.

Per me, queste cose ci dovrebbero davvero far preoccupare perchè l’impatto di un mutamento climatico simile sul mondo moderno sarebbe tremendo, dato che allora la popolazione umana mondiale rasentava qualche milione, mentre oggi siamo più di 6 miliardi di individui con il 70% collocato ai tropici che verrebbero iper-affollati.

Ora le cause di un simile stravolgimento del passato potrebbe essere stato causato da una drammatica fluttuazione nell’energia solare che raggiunge la terra. Gli scienziati sanno che un raffreddamento globale storico, chiamato Piccola Era Glaciale, dal 1450 al 1850 d.C., coincise con due periodi di calo nell’attività solare.

Evidenze mostrano che attorno a 5,200 anni fa, le emissioni solari crollarono inizialmente in modo precipitoso, e quindi aumentarono per un periodo breve. Questa imponente oscillazione di energia solare può aver innescato il mutamento climatico che si registra in tutti questi dati, con implicazioni importanti sul sistema delle correnti marine e quindi sulle configurazioni pressorie sia sui continenti che sugli oceani, collocate sicuramente diversamente da oggi.

Il sistema climatico è fortemente sensibile alla variabilità naturale ed è probabile che sia parimenti sensibile agli effetti apportati dall’attività umana, mutamenti accresciuti dai gas da effetto serra, politiche errate di uso del territorio, e dipendenza dai combustibili di origine fossile che ha velocizzato una ciclicità tutta terrestre che io pongo ad una interferenza del 30%.

Ogni persona prudente si troverebbe d’accordo sul fatto che non abbiamo ancora compreso appieno la complessità del sistema climatico e, dal momento che sappiamo ancora così poco, dovremmo essere estremamente cauti nel nostro modo di gestire il sistema.

Dunque i mutamenti climatici che stiamo subendo in questi decenni fanno pensare senza ombra di dubbio che il sistema si sta modificando e personalmente ritengo che dalla fase di riscaldamento attuale ci ritroveremo già dal 2012 all’inizio di un nuovo raffreddamento che potrebbe tramutarsi in glaciazione.

Un cordiale saluto

Luca Romaldini

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